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La manifestazione “Il Prosciutto in Vetrina”,
nasce a Preci nel Giugno 2000,su iniziativa dell’Amministrazione
comunale, come strumento di valorizzazione al prodotto “Principe”
del territorio,il prosciutto I.G.P. di Norcia. Preci è un’area
naturale protetta facente parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Ciò significa che la politica economica e ambientale locale
è finalizzata alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti
tipici, all’aumento del turismo diffuso e residenziale e alla
tutela del patrimonio artistico-naturale. L’evento, che si
svolge ogni anno nel periodo estivo, richiama numerosi visitatori
da ogni parte della penisola e prevede seminari con la presenza
di autorevoli personalità del mondo politico ed esperti del
settore di rilevanza internazionale. |
lavorazione del formaggio |
lavorazione del maiale |
Negli angoli e nelle piazze del paese, numerosi
stands invitano il visitatore a percorrere un itinerario caratteristico
che consente di ammirare le bellezze di un luogo intatto, suggestivo
e ricco di notevoli testimonianze storiche medioevali e rinascimentali.
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Nel settore manifatturiero, i quattro prosciuttifici
dislocati nel territorio di Preci rappresentano oggi il fiore all’occhiello
nell’economia che si sta sviluppando,in modo rilevante,anche
nel settore agricolo ed artigianale. Un clima ottimale e un duro
lavoro realizzato con tecniche di lavorazione tramandate da una
generazione all’altra, sono gli elementi che hanno determinato
la “qualità” del prosciutto stagionato, tanto
da convincere l’Unione Europea a riconoscergli l’Identificazione
Geografica Protetta che ne tutela non solo le caratteristiche qualitative
ma soprattutto l’antica tradizione gastronomica della “norcineria”. |
lavorazione del pane |

"prosciutto in vetrina"
opera del M° Livio Scatolini
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Arte antichissima che si sviluppò nel primo
Medioevo parallelamente alla nascita della Scuola Chirurgica nella
vicina Abbazia di Sant’Eutizio. Gli abitanti di Preci si distinsero
fra gli allievi dei monaci eutiziani, perchè esperti nella
mattazione e castrazione degli ovini e suini. La lavorazione della
carne suina fu il mestiere che i preciani tramandarono di padre
in figlio,che per cultura e tradizione aveva evidenti reminiscenze
chirurgiche, tanto che la tradizione linguistica popolare accomunò
la definizione di “chirurgo empirico” con il termine
dialettale “norcino”. |
| tratto dalla guida del comune di Preci |

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